La città di San Frediano. Lucca fra VI e VII secolo: un itinerario archeologico

lunedì 19 gennaio 2026

Lo spillone della coniuge di Wallari. Divagazioni ditirambiche partendo da San Genesio


 

Dopo Gulfari, e le sue immaginate errationes con la banda di Longobardi da Lucca all'Istria, si affaccia Wallari, che si pose quasi sull'Elsa, simmetrico alla banda di Asulfo, verso Pontedera. Il triangolo longobardo a sud dell'Arno, vico Wallari, vico Asulfi, e il castello di Faolfo. C'è sempre un pretesto per fughe ditirambiche, un passo di Gregorio il grande papa per Gulfari, l'anello per Faolfo, felix culpa di trentacinque anni fa ... e ora la capocchia di spillone di San Genesio, dacché racimolando un po' di immagini in rete lo si vede tutto. Federico Cantini e Beatrice Fatighenti, e poi le belle schede dei Musei di San Miniato, e poi Wikipedia, e la sfera si ricompone, un po' alla orecchino a cestello, un po' alla capocchia di spillone fortunata nella provincia Tuscana, la principessa di Fiesole e l'ignota fiorentina, ma anche nella stupefacente serie dei Franchi di Mosella, Gondorf, sembra uscito dal Signore degli Anelli.

Mai due uguali, spilloni grandi per fermare il mantello, piccoli per le lunghe trecce, avrebbe detto Manzoni, Schmucknadel o Haarnadel alla tedesca, buoni per tardoromane, come a Braccagni e a Desana, e per regine, Arnegunda. E per le gentildonne di Mosella, appunto, molte a Bonn, molte al mitico Metropolitan, gli spilloni di Niederbreisig.

L'epoca è quella, fine VI, più o meno, il rango ci potremmo essere ... e via dunque con la magica sfera ad immaginare che ornasse la coniuge di Wallari ...

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Lettori fissi