La città di San Frediano. Lucca fra VI e VII secolo: un itinerario archeologico

mercoledì 18 febbraio 2026

Andare al circo a Lucca passando da Orbetello



Non sono così comuni le coppe profonde Hayes 35 (o 36?) che d'Africa vennero in Italia, gli anni degli ultimi imperatori Severi, o quelli dei Gordiani, prima metà del III secolo. E ancora sfavilla il frammento che Elisabetta e Maila trovarono in Lucca, un po' di risulta, si immaginò allora dal contesto, Santa Maria che fu in Corte Rolandinga. Ere geologiche, anche se non sono dieci anni, ma ancora l'arancio della copertura ha il suo fascino, impreziosito da qualche concrezione.

Lo si ritrova scartabellando nella memoria del disco rigido, qualche volta di sostegno alla memoria frolla, qualche volta sfida tremenda. Ma questa volta la memoria regge, e si ritrova nel bianco e nero della defunta Soprintendenza (eh sì, quanto la criticammo, nell'amore di rado corrisposto, ma oggi proprio si merita la Maiuscola), da Orbetello, curioso ritrovamento di tant'anni fa, la scena tutt'intera, la colonna un po' diversa, ma siamo lì, il muso orecchiuto più o meno, ma siamo lì. Ma a Orbetello, nella ricucitura artigianale degli anni Cinquanta, il muso è di un destriero di quadriga, un po' rabberciata, ed è al suo posto l'auriga con la palma della vittoria. Si direbbe. Scena dei giochi che tanto appassionavano i Romani, non c'è dubbio. Corse fra colonne in piste effimere, si vuole immaginare, almeno non c'era sangue, in anni che di sangue cominciavano a vederne molto. O ricordi di giochi visti in città visitate qualche volta, chissà, disegnati da vasai d'Africa per le plebi del Mediterraneo, dalle lagune di Toscana all'Auser.
 

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